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Operatore » Parrocchia S.Michele Arcangelo di Brozzo

via Chiesa di Brozzo,12, Marcheno (BS) (mappa) - tel. 030/861130

Chiesa di Brozzo restaurata
 


Il monumento più antico di Brozzo è la chiesa di S. Michele, il cui beneficio nel 1532 aveva il valore di 12 ducati ed era posseduta da Paolo Gerbi. Il 18 febbraio 1522 è la data della consacrazione sia della chiesa sia dell’altare dedicato a S. Michele arcangelo. La consacrazione dovette seguire all’ampliamento del sacro tempio che subì gravi danni al portico nel 1738. L’edificio attuale, però, è databile al secolo XVIII. 

L’altare di S. Giuseppe 

La prima cappella, dedicata a S. Giuseppe, ha un altare dalle specchiature in marmo verde venato di grigio e corniciature in marmo di Botticino, databile agli inizi dell’800, con una croce dorata al centro. Nella cimasa spicca una cartella mistilinea con al centro la statua a tutto tondo che rappresenta “S. Giuseppe col Bambino”, affiancato da due graziosi angioli, che risale al 12 ottobre del 1760. 

L’organo 

Sulla parete tra la cappella di S. Giuseppe e quella di S. Antonio abate è collocata la settecentesca cassa dell’organo, marmorizzata e arricchita da decorazioni dorate, con cimasa dotata di tre angeli musicanti, in stile spiccatamente rococò. Nel catalogo degli organi fabbricati fino al 1744 dal reverendo Cesare Bolognini di Lumezzane lo strumento è indicato col numero 57. Nel 1758 l’organo venne riparato, mentre nel 1780 Giuseppe Mondini di Brescia ottenne il pagamento per la doratura della cassa e della relativa cantoria. Il 13 febbraio 1876 Egidio Sgritta di Bergamo firmò il contratto di rimettere a nuovo l’organo entro la fine di ottobre dello stesso anno al costo di 3.100 lire italiane. Lo strumento venne restaurato per interessamento di don Martino Bonetti, parroco di Brozzo dal 1975 al 1996. Il concerto inaugurale si effettuò il 24 aprile del 1977. 

visualizza foto   http://www.organibresciani.it/WEB/ORGANI/MARCHENO/BROZZO/brozzo.htm

L’altare maggiore 

Il presbiterio, armonioso ed elegante, è racchiuso da due pregevoli balaustre di marmo dalla tipologia settecentesca. Il medaglione che lo sovrasta rappresenta “L’incoronazione della Madonna” ed è assegnabile a Domenico Voltolino. 
Il prezioso coro ligneo fu commissionato il 27 dicembre 1744 a mastro Giovanni Battista Rocchi di Rodengo che si obbligò a realizzarlo per la Pasqua del 1746. 
La pala di “S. Michele arcangelo che precipita gli angeli ribelli” è assegnabile ad un pittore bresciano della prima metà del 1600. 
L’altare marmoreo, raffinato ed elegante, proviene dalla chiesa di S. Bernardo dei Camaldoli sopra Gussago; era stato consacrato insieme a quella chiesa dal vescovo di Brescia Gian Francesco Barbarigo il 23 febbraio 1716. Acquistato per L. 450 e pagato con la vendita della legna del bosco Sacristie, fu posto in opera il 28 settembre 1813, data incisa a graffito sull’intonaco che ricopre il retro dell’altare. 

L’altare di S. Antonio abate 

La seconda cappella di destra, dotata di altare marmoreo con specchiature rosate, profili di bianco Botticino e croce dorata al centro del paliotto, è splendidamente decorata da una soasa lignea dorata e policroma con fiori, festoni, putti, due colonne tortili e ricco cimiero al centro del quale è posta la colomba dello Spirito Santo, affiancata da quattro angeli. 
Al centro dell’ancona è inserita la raffinata pala seicentesca ad olio, firmata da Antonio Gandino, che raffigurò a SS. Trinità, S. Antonio abate e S. Bernardo di Chiaravalle che incatena il demonio. 

L’altare di S. Luigi o di S. Giovanni Nepomuceno 

Dotato di un paliotto di tipologia settecentesca con specchiature rosate venate di grigio e medaglia centrale con sfondo in nero di paragone, due palme intrecciate, una corona gialla ed una croce di color rosso, l’altare fu provveduto da Bono Foresti nel 1746, anno in cui il medesimo committente procurò la pala da assegnare all’ambito della scuola di Domenico Voltolino. 

L’altare della Madonna del Rosario 

Il secondo altare di sinistra rispetto all’ingresso maggiore è quello della Madonna. Il paliotto e l’alzata per i candelieri sono in marmo rosso e verde con venature delicate e cornici bianche; l’ancona è definita come “nova con entro i Misterij” nell’inventario del 19 luglio 1741. 
Di scarso valore è la statua moderna della Madonna, mentre di notevole pregio è l’ancona, sovrastata dalla lignea policroma di S. Domenico, affiancato da due angeli. Le telette dei Misteri del S. Rosario, racchiuse in cornici elaborate, circondano la nicchia; caratterizzate da una efficace e accattivante vena popolaresca, sono attribuibili a Domenico Voltolino. 

I dipinti della navata e della controfacciata 

Ancora al Voltolino si possono assegnare i due medaglioni che sovrastano la navata, riproducenti “L’adorazione dei pastori” e “L’adorazione dei Magi”, la cui tipologia richiama gli affreschi di S. Maria del Dosso di Marmentino, firmati e datati 1714, e di S. Michele di Pezzoro, assegnati al medesimo pittore, e caratterizzati dalla medesima aura popolaresca. 
Lo stesso artista realizzò “L’Angelo custode e Tobiolo”, dipinto ad olio di forma ovale racchiuso in una cornice di color verde scuro, parzialmente dorata, e collocato sulla controfacciata al di sopra della bussola. 

Il campanile e le campane 

La torre delle campane dovrebbe essere stata realizzata agli inizi del XVI secolo. La cella campanaria è arricchita da un’elegante cornice in cotto. 
Un inventario del 15 marzo 1534 cita una campana di pesi dieci; un’altra venne fusa in Rovato nel 1594 da Antonio Ferrari, mentre nel 1672 si richiese di benedire un’altra campana. 


La Comunità, di oltre 1000 abitanti, ha dato i natali a Padre Giovanni Fausti, gesuita martire in Albania nel 1946, per il quale è in corso il processo di beatificazione. 





Contatti

  • Città: Marcheno (BS)
  • Provincia: Brescia - BS
  • Regione: Lombardia - LOM
  • CAP: -
  • Indirizzo: via Chiesa di Brozzo,12
  • Telefono: 030/861130
  • Fax: -
  • Cellulare: -

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